lunedì 23 maggio 2011

La crisi non esiste. (preso da Corriere.it)

Circa un quarto degli italiani (il 24,7% della popolazione, più o meno 15 milioni) «sperimenta il rischio di povertà o di esclusione sociale». Si tratta di un valore del 23,1% superiore alla media Ue. Lo rileva l'Istat nel rapporto annuale presentato Montecitorio dal presidente dell'Istituto di statistica, Enrico Giovannini , dal quale emerge un Paese in grande affanno. La crisi colpisce con durezza i giovani e le donne, ha detto Giannini in Parlamento. I primi hanno perso mezzo milione di posti di lavoro in due anni. Sulle donne viene scaricato il welfare in dosi massicce, un carico «sempre più insostenibile» scrive l'Istat. Mentre sempre di più il loro lavoro fuori casa è dequalificato e sottopagato.
PIL, ITALIA FANALINO CODA - «Nel decennio 2001-2010 l'Italia ha realizzato la performance di crescita peggiore tra tutti i paesi dell'Unione europea». Il paese è «fanalino di coda nell'Ue per la crescita»: è questa la fotografia della situazione economica del paese contenuta nel rapporto annuale Istat. Quella italiana «è l'economia europea cresciuta di meno nell'intero decennio», con un tasso medio annuo pari allo 0,2%, contro l'1,1% dell'Ue. «Il ritmo di espansione della nostra economia - si legge - è stato inferiore di circa la metà a quello medio europeo nel periodo 2001-2007». L'Italia, insomma, ha avuto una «crescita dimezzata» e il divario «si è allargato nel corso della crisi e della ripresa attuale». Nella media dello scorso anno l'economia italiana, ricorda l'Istat, è cresciuta dell'1,3 per cento, contro l'1,8 per cento dell'Ue. Nel primo trimestre del 2011, in Italia la crescita è stata dello 0,1 per cento su base congiunturale (come giá nell'ultimo trimestre del 2010) e dell'uno per cento in termini tendenziali, mentre nell'Uem la crescita è stata dello 0,8 per cento su base trimestrale (dallo 0,3 di fine 2010), e del 2,5 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2010.
DISOCCUPAZIONE GIOVANILE: MEZZO MILIONE IN PIU' - «In Italia l'impatto della crisi sull'occupazione è stato pesante. Nel biennio 2009-2010 il numero di occupati è diminuito di 532 mila unità». I più colpiti sono stati i giovani tra i 15 e i 29 anni, fascia d'età in cui si registrano 501 mila occupati in meno. L'oltre mezzo milioni di occupati in meno (-2,3%) in due anni è quindi il risultato di una perdita di 501 mila posti tra gli under 30 (-13,2%), di un calo dei 322 mila unità nella fascia d'età compresa tra i 30 e i 49 anni (-2,3%) e di un aumento di 291 mila occupati tra gli over-50 (+5,2%).
SCUOLA, 18,8% DI ABBANDONI - L'economia che arranca incide profondamente sui i fenomeni sociali: nel 2010, gli abbandoni scolastici prematuri rimangono consistenti, al 18,8 per cento. Il dato è più alto tra i ragazzi, 22,0 per cento contro il 15,4 delle ragazze. L'obiettivo fissato dal Pnr (15-16 per cento) non appare particolarmente ambizioso e non consente un avvicinamento deciso rispetto agli obiettivi comunitari. Nella «Strategia Europa 2020», il piano che delinea le grandi direttrici politiche per stimolare lo sviluppo e l'occupazione nell'Ue gli abbandoni scolastici prematuri devono essere contenuti al di sotto della soglia del 10 per cento. I giovani (20-24 anni) che hanno abbandonato gli studi senza conseguire un diploma di scuola media superiore interessa tutti i paesi dell'Unione (media 14,4 per cento). Sono forti le disparità tra gli Stati che già hanno raggiunto o sono prossimi all'obiettivo (paesi del Nord Europa e molti tra quelli di più recente accesso) e alcuni paesi del Mediterraneo (Spagna, Portogallo e Malta), dove le quote di abbandono superano il 30 per cento. Quasi ovunque l'incidenza è superiore tra i ragazzi rispetto alle ragazze.

DONNE
-Sconfortante anche il quadro sulla condizione femminile. Peggiora la qualità del lavoro e la disparità salariale rispetto ai colleghi uomini è del 20%. Ben 800.000 donne, con l'arrivo di un figlio, sono state costrette a lasciare il lavoro, perchè licenziate o messe nelle condizioni di doversi dimettere. L'occupazione qualificata, tecnica e operaia, è scesa di 170 mila unitá, mentre è aumentata soprattutto quella non qualificata (+108 mila unitá). Si tratta soprattutto di «italiane impiegate nei servizi di pulizia a imprese ed enti e di collaboratrici domestiche e assistenti familiari straniere». Ma ciò che su tutto emerge è il ruolo di «ammortizzatore sociale» svolto dalle donne, un carico di cura e assistenza degli altri che si è fatto «insostenibile»
FAMIGLIE, RISPARMIO AI MINIMI DEGLI ULTIMI VENT'ANNI - Le famiglie italiane, per salvaguardare il livello dei consumi, hanno progressivamente eroso il loro tasso di risparmio, «sceso per la prima volta al di sotto di quello delle altre grandi economie dell'eurozona». Lo scorso anno la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata aL 9,1%, «il valore più basso dal 1990».

lunedì 18 aprile 2011

Incentivi

Bisognerebbe capire cosa sono gli "incentivi". Potrebbero essere utili, che ne sappiamo, per far la spesa, rifornire l'auto di carburante, pagarci le bollette. Potrebbero essere anche rassicuranti pacche sulla spalla, perchè no. Per non abbattersi. Magari consigli su come spendere tutti i soldi che piovono da questa richesta di collaborazione.


I collaboratori redigeranno i propri articoli a seconda dei temi assegnati dalla redazione settimanalmente.
L’impegno previsto varia dai 10 ai 30 articoli mensili in base alla categoria. Ogni articoli (tra le 1.000 e le 1.700 battute) dovrà essere corredato da immagine ed elenco delle parole chiave (massimo 10 keywords per articolo).

Il contratto previsto è quello per "cessione dei diritti d’autore". La ricompensa per ciascun articolo varia dai € 2,00 ai € 3,00 in base all’argomento. I pagamenti saranno mensili tramite PayPal oppure tramite bonifico bancario al raggiungimento di € 100,00.

Sono previsti incentivi per gli articolisti più produttivi. 


Gira quasi la testa, eh? Certi siti regalano delle piccole emozioni.  

giovedì 7 aprile 2011

Gettoni del Monopoli?

Quante modalità di pagamento esistono?
Tante. Quando lavoricchi, è la ritenuta d'acconto. Quando lavoricchi tanto, una partita iva. Quando lavori lo fai a progetto, a tempo determinato, sei in prova, a pezzo, come praticante. (dell'indeterminato c'è poca memoria).
Ci sono formule nuove, evidentemente, che sfuggono ai più.
Come questa. Online, in questi giorni, su Kijiji.
 
Giornale On-Line Seleziona Giornalisti. Per le tematiche di:
-politica
-cronaca
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-attualità

Potete inviare un breve CV al nostro indirizzo email.

redazione@ilnord.com

La retribuzione viene calcolata tramite il programma Google AdSense in base all'interesse suscitato dai vari articoli. 


Più ti leggono meglio è, più guadagni. Peccato che chi ti legge dovrebbe sempre interessarsi ai banner pubblicitari che la pagina in cui capita il tuo articolo offre, e cliccarci sopra sempre. Cosa che, ovviamente, nessuno di noi fa mai.  

giovedì 31 marzo 2011

Davvero

Questo blog nasce dal basso. Ovviamente. Dal basso stipendio. Dal basso, quasi a terra. Non che in alto non se ne accorgano. Ecco cosa scrive ai giornalisti Enzo Iacopino, presidente dell'Ordine Nazionale. Che detta da lui sembra una mano allungata ai poveracci. Però...

Cari colleghi,ho bisogno di aiuto.Sono stanco, stufo di ascoltare menzogne, alibi o di registrare silenzi. Quando non si debbono subire discorsi estenuanti tendenti ad accreditare che “il problema è un altro”.Capita perfino di ascoltare affermazioni surreali. Ve ne racconto una, fatta dall’ing. Carlo De Benedetti in occasione del congresso della Fnsi e Bergamo.Perché mai i giornalisti, domandava questo “benefattore”, chiedono del danaro quando in aggiunta alla loro prestazione contrattuale sollecitiamo contributi per l’on-line? Già, perché visto che dovrebbero sentirsi gratificati dalla maggiore visibilità offerta? Pensate stia inventando? Collegatevi con il sito della Fnsi e avrete il privilegio di ascoltare l’affermazione testuale.
Sono convinto (non mandatemi al diavolo) che bisognerebbe dare disponibilità a De Benedetti, l’apripista. Ad una condizione, ovviamente.Questa: tutti gli editori rendano pubbliche tutte le attività nelle quali hanno interessi (banche, grande industria, edilizia e quant’altro), anche con partecipazioni attribuite a società. Queste attività traggono indiscutibili vantaggi dalla loro presenza nel mondo dell’informazione. Ci consentano di controllare i bilanci e condividano con noi gli utili.Ci state anche voi? Ma voi chi? Quelli che hanno un contratto, cioè percentualmente un numero marginale. 
E gli altri? Ecco, gli altri, i più.Voglio sommergere i “ladri di sogni” con lo tsunami della verità.Mandatemi tutte le informazioni che avete su come si comportano gli editori: grandi, medi e piccoli.Penso di meritare la vostra fiducia. Credo di averlo dimostrato a quanti (in circa 800) hanno risposto positivamente all’appello lanciato nel maggio 2010.Assumo l’impegno a tener riservata la fonte (quella che dice la verità, sia chiaro). E’ un impegno da uomo, prima che da collega.Mandatemi i documenti, le buste paga delle vostre collaborazioni, i vostri contratti. Anche quanti lo hanno fatto nel 2010, mi trasmettano dei Pdf o usino lo strumento che credano più utile. Nessuno, RIPETO NESSUNO, ne avrà copia. Li custodirò io, materiale indispensabile per una grande iniziativa che annunceremo in maniera rumorosa per dire BASTA AI LADRI DI SOGNI
P.S.: detesto le generalizzazioni. So che anche tra gli editori ci sono persone che si comportano in maniera corretta, nonostante le innegabili difficoltà del settore. Resta, inspiegabile, la ragione per la quale accettino che anche la loro immagine venga sporcata da chi si comporta in maniera non corretta. Ed è inaccettabile il silenzio della Fieg davanti alla proposta di mettere a punto un codice deontologico, che preveda anche l’equa retribuzione del lavoro giornalistico, formalmente avanzata durante il congresso della Fnsi.

lunedì 28 marzo 2011

Come

a 90.

Tuonate, indignati detentori della buoncostume. Perchè voi state pensando a quello, alla ovvia accezione che rimanda alla sessuale allusione. Beh, certo, anche. Mica ci nascondiamo dietro un dito.
Ma non solo.

90: come i giorni che spesso devono intercorrere dal primo pagamento.
90: come la paura di non poter mai essere autosufficienti. E sulla paura si potrebbero spendere varie parole...
90: come i centesimi che ti restano se paghi i contributi su quell'1 euro che l'annuncio del post precedente ti "concede".

E quindi, in attesa di migliori posizioni appunto, permetteteci un basso gioco di parole.

domenica 27 marzo 2011

Perchè

La molla che ha spinto ad aprire questo blog è scattata improvvisamente, ma poi, quando è successo, abbiamo capito che forse era una specie di esigenza che era già dentro di noi, era lì e aspettava solo di venir fuori allo scoperto.

Innumerevoli volte si parla di precariato nel mondo del lavoro. Talmente tanto che, chi c'è dentro, quasi non riesce a pensare che altre forme siano possibili.
Spesso la prendiamo con filosofia. Spesso ci ridiamo su, e quando ci riusciamo significa che abbiamo sempre voglia di affrontare nuove sfide con altrettanta nuova energia. Positivamente. Altre volte no, è praticamente impossibile. Ma anche nel pieno dello sconforto e della fatica bisognerebbe imparare a sdrammatizzare.

Ecco dunque il vero scopo di questo blog: strappare il sorriso. E' facile, tutto sommato. Impariamo presto a riderci su. All'inizio è un sorriso amaro, ma poi, piano piano, ci si fa il callo e le cose migliorano. Certi annunci e certi colloqui, letti in serie e sostenuti in quuantità industriale, sembrano fatti apposta, se non altro, proprio per questo.

Gli annunci, quindi.
Come quello pubblicato ieri su kijiji.it. Sede, Milano. Questo il succo. Preparatevi, è roba forte.

Offriamo:
compenso minimo pari ad € 1,00 per testo, eventualmente innalzabile a seconda del contenuto e del traffico apportato, con pagamenti garantiti ogni 20 articoli, ovvero € 20,00. Garantiamo inoltre massima visibilità sul portale agli autori, attraverso la sottoscrizione dei propri contributi e, a richiesta, backlink alla propria attività/sito web.

Chiediamo:
la puntuale redazione di almeno 1 articolo a settimana, di 500+ parole, su di una tematica concordata e/o proposta dalle parti, con cessione dei diritti d'autore.


Insomma. Da scrivere ce n'è.